Il “Conversatorio In Conservatorio” è un ciclo di incontri per riflettere sul tema della cura dell’anima attraverso la filosofia. L’idea è di fare pratica di filosofica conversando con un filosofo esperto per riflettere sulle nostre convinzioni e superare il senso di alienazione che molte persone avvertono in una società che ti misura e ti giudica sulla base di quello che puoi consumare, considerando gli essere umani poco più che tubi digerenti. Siamo consapevoli che il tema della cura dell’anima è di molto al di là di quel che oggi fa tendenza. E in effetti, la maggiore parte degli uomini passa la vita senza curarsi affatto dell’anima e come sonnambuli non si chiedono mai il perchè stiano facendo quello che fanno. La maggior parte di noi cammina sulle orme degli altri, assorbe stili di vita altrui senza mai porsi la domanda se quel che fa e pensa è frutto di una deliberazione consapevole, oppure è solo il risultato di abitudini, di automatismi, esito scontato di insipienza e di abulia. Socrate ci ha fatto un gran regalo, a detta di Montaigne, perchè ha mostrato all’uomo che interrogare se stessi ci aiuta a modificare le nostre convinzioni per vivere meglio, per gestire le nostre paure e le nostre debolezze, ma ci vuole allenamento. Ci vogliono esercizi frequenti per rafforzare i “muscoli morali” per fare la cosa giusta. Non è un processo facile, c’è bisogno di tanta energia e di una certa dose di umiltà. In una società post-ideologica e globalizzata – qual è quella in cui abitiamo oggi – i valori che hanno preso il sopravvento afferiscono alla sfera della corporeità, hanno cioè a che fare con l’utile e il superfluo, ricercando un benessere puramente materiale e passeggero. Ma, proprio per questo, mai come nel tempo che viviamo, diventa di primaria importanza recuperare quei valori dell’anima facenti capo alla razionalità e di cui occorre prendersi cura affinché restituiscano dignità morale a quel benessere oggi confinato, appunto, nella corporeità. Niente meglio della filosofia intesa come amore della sapienza può arrogarsi questo compito, se è vero che le sue origini greche, a partire da Socrate, intesero la filosofia come ars vivendi, e dunque non come sterile esercizio teoretico, ma come fertile applicazione pratica, compagna nella strada dell’esistere.